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dopo quarant’anni cambia l’articolo 18. la riforma del lavoro è legge

29 giugno 2012 da admin

dopo oltre quarant’anni dall’entrata in vigore dello statuto dei lavoratori, il famosissimo articolo 18 è  stato modificato. con 393 voti a favore, 74 contrati e 46 astenuti, la camera ha infatti approvato in via definitiva la riforma del lavoro. e proprio la titolare del welfare, elsa fornero, è stata oggetto di molte critiche per una frase pronunciata durante un’intervista al wall street journal. “il lavoro non è un diritto” ha detto il ministro, salvo poi rettificare “il lavoro è un diritto, non il posto”

la modifica principale introdotta dalla nuova legge, prevede che in caso di licenziamento illegittimo per motivi economici, la reintegrazione nel posto di lavoro non sarà più automatica, ma potrà essere decisa dal giudice in caso di “manifesta insussistenza” del fatto posto alla base del diritto di recesso. negli altri casi varrà un’indennità risarcitoria compresa tra le 12 e le 24 mensilità. nel caso di licenziamento per motivi disciplinare il reintegro potrà essere stabilito in base alle tipizzazione previste nei contratti collettivi e nei codici disciplinari. obbligatoria la reintegrazione nel posto di lavoro in caso di licenziamento discriminatorio

interventi anche sugli ammortizzatori sociali. dal 2013 arriverà l’aspi, la nuova assicurazione sociale per l’impiego, che sostituirà a regime, nel 2017, l’indennità di mobilità e quella di disoccupazione. ad usufruire della nuova assicurazione saranno oltre ai lavoratori dipendenti, anche gli apprendisti e gli artisti, mentre per tutti gli altri ci sarà la mini-.aspi. il diritto al sussidio si perderà nel caso si rifiuti un lavoro con una retribuzione superiore almeno al 20% rispetto all’indennità percepita

oltre alla flessibilità in uscita, la riforma interesserà anche la flessibilità in entrata.  la forma privilegiata di ingresso al mondo del lavoro sarà l’apprendistato. il contratto a tempo determinato sarà più costoso per l’azienda, mentre per i collaboratori a progetto ci sarà una sorta di salario base. si allenta la stretta sulle partite iva, che si considerano vere se hanno un reddito lordo di almeno 18mila euro l’anno

Fonte: www.idealista.it


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