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Favignana e Pantelleria le isole Siciliane per il tuo relax

26 marzo 2012 da Giulia

 Favignana: (in siciliano Favignana) è un’isola dell’Italia appartenente all’arcipelago delle isole Egadi, in Sicilia.Principale isola delle Egadi, si trova a circa 7 km dalla costa occidentale della Sicilia, tra Trapani e Marsala, di fronte alle Isole dello Stagnone, che sono a loro volta di fronte all’aeroporto internazionale di Trapani Birgi. Ha una superficie di 19 km2 ca. e uno sviluppo costiero di 33 km frastagliati e ricchi di cavità e grotte. Anticamente il nome di Favignana era Egusa (Aegusa per i latini), dal greco Αἰγοῦσα, cioè “che ha capre”, data la loro abbondanza sull’isola. Era anche conosciuta con altri nomi come Aponiana, Katria, Gilia e viene ricordata da numerosi scrittori tra cui Plinio, Polibio, Nepoziano, l’anonimo Ravennate. Dai geografi arabi era conosciuta con il nome Djazirat ‘ar Rahib (isola del monaco o del romito), in quanto sull’isola si erge un castello di epoca normanna, il c.d. Castello o Forte di Santa Caterina, dove avrebbe vissuto per l’appunto un monaco. Il pittore Salvatore Fiume la definì una “farfalla sul mare” per via della sua conformazione caratteristica. Il nome attuale deriva dal Favonio, un vento caldo di ponente che ne determina il clima molto mite. Nonostante nell’antichità fosse ricca di vegetazione, oggi ne è povera a causa del disboscamento. L’isola è attraversata da nord a sud da una dorsale montuosa la cui altitudine massima è quella del Monte Santa Caterina, di 314 metri s.l.m.. Altre due cime sono la Punta della Campana alta 296 metri e la Punta Grossa alta 252 metri. Sul lato meridionale si trovano gli isolotti Preveto, Galera e Galeotta (praticamente degli scogli).

Favignana fa parte della riserva naturale delle isole Egadi istituita nel 1991. L’isola è abbastanza brulla e ospita la tipica macchia mediterranea e la gariga. La vegetazione è quindi costituita da Oleastro,Lentisco, Carrubbo, Euforbia e Sommacco. Vi sono alcuni interessanti endemismi quali il cavolo marino, il fiorrancio marittimo, la finocchiella di Boccone. Uno studio degli anni sessanta sulla vegetazione delle Egadi riporta a Favignana circa 570 specie.Nell’area est dell’isola vi sono molti giardini detti ipogei, curati e coltivati all’interno delle cave di tufo ormai dismesse.È una delle poche isole minori siciliane in cui sia presente una popolazione di rospo smeraldino siciliano.

 

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 Pantelleria: (Pantiddirìa in siciliano) è un’isola e un comune italiano di 7.852 abitanti della provincia di Trapani in Sicilia. Il comune copre l’intera isola di Pantelleria che si trova a 100 chilometri a sud della Sicilia e a 70 dall’Africa, la cui costa è visibile ad occhio nudo. Il suo territorio è di origine vulcanica. L’ultima eruzione è avvenuta, nel 1891, sul pendio nord-occidentale, nella parte sommersa. Sono tuttora presenti molti fenomeni di vulcanesimo secondario, prevalentemente acque calde e fumi. L’isola raggiunge un’altitudine di 836 metri sul livello del mare con la Montagna Grande. Il porto dell’isola permette il collegamento regolare con i porti di Trapani e Mazara del Vallo. Pantelleria è dotata di un aereoporto ed è collegata all’Italia continentale con voli di linea. Nota per la sua centralità nel mar Mediterraneo, scalo intermedio tra Africa e Sicilia e caposaldo fondamentale per il commercio col Levante, Pantelleria, isola di origine vulcanica, si caratterizza per la straordinaria singolarità del suo paesaggio in cui agli elementi naturali (colate laviche a blocchi, cale e faraglioni) si aggiungono i manufatti creati dall’uomo per vivere e raccogliere abbondanti ed unici raccolti agricoli; muri a secco (con la quadruplice funzione di spietrare il fondo, contenere il terreno, delimitare la proprietà fondiaria e proteggere dal vento); i Giardini panteschi (costruzioni cilindriche in muratura di pietra lavica a secco con la duplice funzione di proteggere gli agrumi dal vento e di controllare gli effetti micro-climatici per un giusto apporto di acqua alla pianta laddove l’isola ne è sprovvista), i dammusi(fabbricati rurali con spessi muri a secco, cubici, con tetti bianchi a cupola ed aperture ad arco a tutto sesto, atavici esempi di architettura bio-climatica). Vi cresce spontanea una varietà di cappero detto di Pantelleria, apprezzato e conosciuto dappertutto, che oggi rappresenta anche una delle principali coltivazioni dell’isola. Gli Arabi vi introdussero gli alberi di agrumi coltivati con particolare cura e protetti dai venti. Il terreno vulcanico favorisce la crescita di vitigni particolarmente adatti a produrre vini di buona gradazione; molto conosciuti il Moscato ed il Passito di Pantelleria ottenuto con l’uso del famoso ed esclusivo zibibbo fatto appassire appositamente al sole e protetto dalla salsedine e dall’umidità nei “stinnituri”. La fauna di Pantelleria annovera tra l’altro la presenza di una sottospecie originaria di equidi detta appunto asino pantesco; considerato a rischio estinzione.

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