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Luoghi da visitare in Sicilia

26 marzo 2012 da Giulia

 Erice:

(Monte San Giuliano fino al 1934, Èrici o u Munti in siciliano) è un comune italiano di 28.534 abitanti della provincia di Trapani in Sicilia. Il centro cittadino, di 512 abitanti, è posto sull’omonimo Monte Erice, mentre la maggior parte della popolazione si concentra nell’abitato di Casa Santa, contiguo alla città di Trapani. Il nome di Erice deriva da Eryx, un personaggio mitologico, figlio di Afrodite e di Boote, ucciso da Ercole. Cuore del comune è il capoluogo che sorge sull’omonimo “monte”. Un tempo era uno dei comuni più estesi della Sicilia, comprendeva infatti territori assai distanti dal capoluogo: Valderice, Custonaci, Buseto Palizzolo e San Vito Lo Capo. Diverse le frazioni che completano il territorio, alle falde della montagna madre (Casa Santa, Pizzolungo, Roccaforte, Rigaletta, Tangi, Ballata, Napola, ecc.) A Erice sono rimasti solo poco più di cinquecento abitanti, che si decuplicano nel periodo estivo. Artigianato caratteristico: ceramica. Dolce tipico: Genovese alla crema, dolce di pastafrolla con zucchero a velo sulla parte superiore (possibilità di gustare anche la variante con ricotta) e “Mustaccioli”, antichi biscotti fatti nei conventi di clausura.

 Isole Egadi:  (Ìsuli Ègadi in siciliano) sono un arcipelago dell’Italia, in Sicilia. L’arcipelago consta di tre isole principali e quattro minori, ed è posto a circa 7 km dalla costa occidentale della Sicilia, fra Marsala e Trapani, in provincia di Trapani. Erano note già in antichità col nome latino Aegates. L’arcipelago è interessato dalla Riserva naturale marina Isole Egadi. Dal punto di vista geologico le isole Egadi sono strettamente collegate con la Sicilia; l’arcipelago, è formato dalle isole Favignana, Marettimo, Levanzo e diverse altre minori, alcune poco più che scogli. Il clima è estremamente mite nei mesi invernali e vi sono lunghe estati calde e soleggiate. La minima temperatura invernale media, nei mesi di gennaio e febbraio, è di 5 gradi, mentre la massima di luglio-agosto di 45 gradi. Poche le precipitazioni. Le pietanze caratteristiche delle Egadi comprendono piatti a base di cuscus, e specialità connesse alla pesca, come il tonno marinato, il pasce spada arrostito e il lattume di tonno fritto.Conservati sono il tonno all’olio d’oliva, la bottarga e il tonno salato.

 

 Segesta:

Si chiamava Segesta una antica città, non più abitata, fondata dagli Elimi e situata nella parte nord-occidentale della Sicilia. La vecchia città sorge sul monte Bàrbaro, nel comune di Calatafimi Segesta, a una decina di chilometri da Alcamo e da Castellammare del Golfo. Di particolare bellezza sono il tempio, in stile dorico, e il teatro, in parte scavato nella roccia della collina.  La data della fondazione non è conosciuta, ma da documenti risulta che la città era abitata nel IV secolo a. C. Lo storico greco Trucide narra che i profughi troiani, attraversando il Mar Mediterraneo,giunsero fino in Sicilia, e fondarono Segesta, chiamata Aegesta, ed Erice. Questi profughi presero il nome di Elimi.Secondo il mito, Segesta sarebbe stata fondata da Aceste (che ne fu il primo re), figlio della nobile troiana Egesta e del dio fluviale Crimiso. Virgilio riporta la leggenda secondo cui Segesta sarebbe stata fondata da Enea per far riposare i vecchi e le donne, dopo che queste avevano incendiato le navi poco prima di riprendere il viaggio.

 Selinunte: (in greco antico Σελινοῦς, in latino Selinus) era una antica città greca sita sulla costa sud-occidentale della Sicilia. I ruderi della città si trovano sul territorio del comune di Castelvetrano, nella parte meridionale della provincia di Trapani. Tutto il terreno interessato forma oggi un parco archeologico della dimensione di circa 40 ettari. Nel sito archeologico, sull’acropoli vi sono alcuni templi insieme ad altre costruzioni secondarie, mentre altri templi si trovano su di una collina poco lontana. Molti edifici sono rovinati in seguito a sismi avvenuti in epoca medievale; tuttavia alcuni interventi di anastilosi hanno permesso di ricostruire quasi completamente il Tempio E (il cosiddetto tempio di Hera), e di rialzare in gran parte uno dei lati lunghi del Tempio C. Le sculture trovate negli scavi di Selinunte si trovano soprattutto nel Museo Nazionale Archeologico di Palermo. Fa eccezione l’opera più famosa, l’Efebo di Salinunte, che oggi è esposto al Museo Comunale di Castelvetrano.

 


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